Storia

Il Santuario nel cuore dei monti Aurunci

Il Santuario di Maria Santissima della Civita si trova a Itri, in provincia di Latina, in cima al monte Fusco a 673 metri sul livello del mare.

 

Al centro dei sentieri che conducono dal golfo di Gaeta, alla Ciociaria, fino in Abruzzo, è come un balcone tra i monti Ausoni e Aurunci con belvedere sul Tirreno.

 

Il santuario appartiene all’arcidiocesi di Gaeta ed è stato affidato ai padri Guanelliani fino al 1985: da allora, la cura pastorale è dei Padri Passionisti.

Le origini del Santuario della Civita

Nella zona di Itri è attestata la presenza di cenobi benedettini cassinesi. Un monastero del XII secolo è ricordato alle falde del monte Civita, con il nome di val di Fellino (Figline).


Il monte della Civita acquisì importanza grazie alla venerazione del ritratto della Madonna Odigitria, che la tradizione ha attribuito alla mano di san Luca evangelista.


Per un evento miracoloso il ritratto bizantino, forse scampato all’iconoclastia, fu rinvenuto su un leccio sul monte Fusco e divenne luogo e meta dei pellegrinaggi.


Nel 1147 per la prima volta si fa menzione di una chiesa della Madonna della Civita in alcune donazioni lasciate dal notaio Gualgano e da sua moglie Sighelgarda.


Costante fu la popolarità del santuario, tanto che il vescovo di Gaeta Patrizi definì la chiesa devotissima e di antica venerazione e ne procurò il restauro.

Il Santuario e l’Arcidiocesi di Gaeta

Mons. Pergamo il 20 luglio 1777 incoronò per la prima volta la Madonna della Civita. Nel 1877 mons. Contieri incoronò per la seconda volta la Madonna. La chiesa fu oggetto di notevoli interventi nel corso del XIX secolo.

 

Il 10 febbraio 1849 Pio IX e Ferdinando II visitarono il Santuario. Un museo raccoglie i ricordi di quella giornata.

 

In occasione del 150° anniversario di tale visita, il 10 febbraio 1999 si è svolta una giornata commemorativa di riflessione e di preghiera.

 

Il 25 giugno 1989 il papa san Giovanni Paolo II ha visitato il Santuario, in occasione della Visita Pastorale all’Arcidiocesi di Gaeta.

 

Sulla facciata della chiesa sono inseriti frammenti di antichi reperti romani e medioevali. Nel santuario sono custoditi i numerosi ex voto raccolti in molti anni di pia devozione; su è costituito di recente un museo della tradizione religiosa popolare.