San Paolo della Croce

Il padre provinciale dei Passionisti d’Italia, padre Stanislao Renzi, prese a cuore le insistenti richieste dell’arcivescovo di Gaeta mons. Luigi Maria Carli di affidare ai Passionisti la custodia e l’assistenza spirituale della Madonna della Civita, sollecitando i suoi religiosi a prestare volentieri la loro opera ed il ministero sacerdotale in un luogo tanto caro al loro Fondatore, San Paolo della Croce, che nel 1726 vi aveva dimorato più mesi (dal mese di aprile a settembre) insieme al fratello Giovanni Battista.

San Paolo della Croce alla Civita per circa tre mesi

Quando Paolo giunse alla Civita ne era cappellano don Erasmo Tuccinardi, che in seguito divenne suo confessore e direttore spirituale. Alla Civita la vita riprese come al solito, tra penitenze, digiuni e lunghe orazioni mentali. Sembra, anzi, che diventasse più austera, tanto che lo stesso don Tuccinardi, abituato a mettere a dura prova la virtù dei romiti, dovette togliere al Santo una terribile disciplina con sette battenti a sei punte di ferro ciascuno, intrisa di sangue, che conservò presso di sé quasi fosse reliquia.


I due fratelli non trascurarono l’apostolato tra la gente, che, mossa dalla fama della loro santità, accorreva a sentirli o a chiedere consiglio, conforto e speranza. Le molte persone devote che lo avevano frequentato quando era alla Madonna della Catena di Gaeta, cominciarono a frequentare anche alla Civita. Ma il santuario della Civita non permetteva a Paolo della Croce di nutrire alcuna speranza per stabilire lì la Congregazione che Paolo voleva fondare. Non restò che emigrare altrove.

Preghiera a San Paolo della Croce

O glorioso San Paolo della Croce, che meditando la passione di Gesù Cristo, salisti a sì alto grado di santità in terra e di felicità in cielo, e predicandola offristi al mondo il rimedio più efficace per tutti i suoi mali, ottienici la grazia di tenerla sempre scolpita nel nostro cuore, perché possiamo raccogliere i medesimi frutti nel tempo e nell’eternità.

Amen.