L'ha
dentro di sé almeno da quando, nel primo Maggio dell' '85, scelto come
Rettore del Santuario della Diocesi di Gaeta ha incominciato a
trasmettere, insieme al plurilaureato
confratello Passionista, P. Silvio De Luca alle ore 16 di ogni giorno
sulle onde di Radio Gamma, emittente libera Itrana, la rubrica VANGELO
VIVO.
Fin
qui, tutto sommato nulla di particolarmente innovativo, giacché l'impiego
del mezzo radiofonico per fini di divulgazione del messaggio cattolico non
era certo una novità, anche se stiamo parlando di un periodo di poco
posteriore all'apertura dell'etere
italiano alle iniziative private. Ma, P. Giuseppe Polselli era destinato a
qualcosa di più grande.
L'intuizione
L'esperimento
fece immediatamente apparire la radio ;ome uno strumento gestibile ed
immediato per raggiungere migliaia e migliaia di Pellegrini. Allora,
"perché limitarne l'efficacia?"
Al
termine di tre anni di rodaggio: dalla contingente necessità che aveva
portato all'installazione di un Ponte Radio: Itri-città\Santuario, si
passò ad una Emittente Comunitaria (immediatamente denominata Radio
Civita, come diremo di seguito): progetto improbo. Così diede vita ad
un'iniziativa stabile, una stazione radiofonica
diversa dalle altre radio, di stampo religioso. Anche se dovunque
stavano sorgendo nella nostra Italia. Oggi, abituati come siamo a pensare
all “americana”,
un
novello Sacerdote (meno umile, ma più "Programmatore) forse
si sarebbe affidato ad un "preliminare studio di settore, finalizzato
ad identificare i fattori salienti del piano di lavoro editoriale e
dell'impatto dello stesso sul target pubblico, allo scopo di conformare
perfettamente il format, onde non disperdere le energie progettuali...
". Ma P. Giuseppe era (com'è rimasto), un uomo semplice,
intelligente e geniale, poco americano. ma sufficientemente concreto e
fattivo (nell'accezione ciociara del termine: determinato e pragmatico).
"Perché
le radio parrocchiali non reggono nel lungo termine? Perché la maggior
parte di esse si da uno stampo "generalista" e prematuramente
"cede", spesso finendo per omologarsi all'imperante remittenza
commerciale?" Come (quasi) sempre, ad una domanda impegnativa
corrisponde una risposta semplice, spesso banale, così P. Giuseppe
comprese che il sistema delle radio Comunitarie, nella maggioranza dei
casi, non reggeva il confronto con l'utenza, perché alla base delle
iniziative non c'era una linea editoriale definita e caratterizzante.
Una
radio locale che vanamente avesse tentato di accontentare ogni esigenza
non avrebbe retto nel tempo il confronto con l'utenza. Quindi non avrebbe
avuto senso, in quanto si sarebbe tradotta in un ennesimo utopico
tentativo di riproporre in sede locale quello che Radio Vaticana.
P.
Giuseppe voleva una radio certo per fatti, ma con un'attenzione speciale
ai bisogni delle persone anziane, sole, emarginate, sofferenti; insomma,
una radio di supporto spirituale. E una radio di questo tipo non doveva, nè
poteva cedere a compromessi. Doveva essere una radio dedicata allo scopo,
senza mezzi termini.
La
nascita di Radio Civita: 1° Maggio 1988.
Nessuna
spartizione con il luccicante ma assorbente mondo della pubblicità.
Nemmeno una concessione alle canzonette riempitive o alla vacuità di
programmi di leggero intrattenimento, che sarebbero stati percepiti
dall'utenza come uno schiaffo alla consistenza del messaggio principe che
questa radio doveva veicolare: la speranza. Su queste basi nasceva una
radio che, nella sua essenzialità, manifestava sinceramente la propria
vocazione. Una radio così semplice, così lineare, che non poteva che
avere una denominazione altrettanto pura
ed evidente: Radio Civita.
Con
un identificatìvo del genere, l'intuitivo Padre aveva al tempo stesso
connotato l'emittente, reso un ossequio alla figura di Maria ss.ma, sempre
vicina al cuore di ogni credente.
Nessuna
emittente del Basso Lazio era, fino a quel momento, riuscita a far tanto
in così breve tempo e soprattutto, finanziandosi esclusivamente con le
offerte degli ascoltatori; se escludiamo Radio Maria che è un autentico
fenomeno nata dal Genio ed intuizione di Don Mario Galbiati.
dopo una
Missione Passionista. Nei 15 giorni della MISSIONE dell'80 i Padri
avevano trasmesso tutte le Catechesi e le Funzioni Religiose, e gli
ammalati ne erano entusiasti.Radio Maria fu il fenomeno radiofonico della
seconda metà degli anni '
80. In
breve, da Arcellasco d'Erba passò a coprire tutta
la Lombardia
, poi il Nord Italia e, infine, con notevole profusione di sforzi in
coincidenza con l'approvazione della legge Mammì in tutta Italia.
Ma
fattori decisamente meno spirituali, legati alla gestione della radio,
portò ad allontanare
Don Mario dall'emittente che egli aveva voluto e che tanto aveva
rappresentato per la sua vita e per la comunità cui egli apparteneva. Per
Don Mario passarono anni difficili, d'intensa sofferenza ed amarezza, resi
ancora più bui dall'incomunicabilità con le persone con le quali erano
sorti i disaccordi e fraintesi. Ma, proprio la religione ci insegna che.
al termine del tunnel, vi è sempre la luce. Così è nata Radio Mater...
nel 1994.
Con
la Benedizione
di Mons. Farano di Venerata Memoria si è formata un'ottima
Associazione Radiofonica,
ed al momento di massimo splendore si arrivava con il segnale fino
a Latina, Frosinone e Cassino, oltre che abbracciare quasi tutta
la Diocesi
di Sessa Aurunca.
Il
1° Marzo '97 P. Giuseppe veniva trasferito, dopo 12 anni di intenso
lavoro (vedi prezioso Opuscoletto del Giornalista Albino Cece), a Ceccano
FR; e consegnava nelle mani della Diocesi un capitale di varie centinaia
di milioni, riservandosi solo di restare socio, vita natural durante.