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Pastorale
vocazionale ...
alla Civita |

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Il
Signore chiama quando vuole.
Egli
chiama o può chiamare chiunque, ad ogni età.
Chiama, infatti, il ragazzo, il giovane o anche
l'uomo maturo.
Dall'alba
al tramonto della vita Egli può sempre chiamare.
Per
Lui non esistono limiti di tempo;
è
sempre l'ora giusta quando chiama. |
La
vocazione non è una scelta ma una risposta
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L’uomo
è per natura e per vocazione un essere religioso.
Da Dio viene e a Dio ritorna. L’uomo è creato
per vivere in comunione con Dio, nel quale trova
la propria felicità. Nel Vangelo vediamo
Gesù chiamare a sé quelli che poi farà suoi
discepoli: “Non siete voi che avete scelto me,
ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché
andiate e portiate frutti e il vostro frutto
rimanga”. (Gv 15,16)
All’origine
di ogni autentica chiamata vi è dunque il
Signore che sceglie e invita alla sua sequela. La
chiesa manifesta nella diversità e nella
molteplicità delle vocazioni la ricchezza dello
Spirito che |
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distribuisce liberamente i suoi doni,
secondo un progetto divino. La vita consacrata è
perciò una risposta ad una chiamata di Dio.
Una tale
vocazione, difatti, non si può costruire; la si
riceve da Dio. Questo è il senso proprio della
parola vocazione che significa “chiamare”. |
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QUALI
SONO I PASSI
PER
CAPIRE
LA VOLONTÀ DI
DIO SU DI ME?
1.
Conoscere le proprie emozioni (raccogliere
informazioni)
Uno
degli ostacoli nel discernimento della vocazione
è dapprima l'immaturità emozionale, e fa sì,
che l'uomo confonda i propri bisogni, i propri
desideri umani, di solito immaturi, con desideri
e ispirazioni dati da Dio. Perciò innanzitutto
bisogna riuscire a controllare la nostra
capacità emotiva attraverso l'analisi
di tutta la nostra precedente storia di vita e
tutto quello che da quella vita portiamo: il
grado di maturità emotiva, intellettuale e
spirituale insieme a tutti i condizionamenti
scaturiti dalle esperienze familiari e
ambientali.
2.
Accettare serenamente se stessi dedicando tempo a
preghiera e riflessione
Il
passo successivo alla scoperta dei nostri
moti interiori è l'accettazione di se
stesso, della propria vita (così com'è nel
momento che rifletto) come un dono divino. E
questo per poter accettare Dio e la sua
volontà. Tutto questo va fatto in un ambiente ed
in uno stato interiore tranquillo e dopo aver
iniziato una reale vita spirituale (con preghiera
e sincera disponibilità all'ascolto di Dio)
altrimenti rischieremo di percorrere una strada
falsa e frutto delle sole nostre idee.
3.
Accettare l'aiuto di una guida
che
mi dà conferma o meno della bontà di una scelta
È
lo Spirito Santo stesso che si impegna,
attraverso l'aiuto del rappresentante della
Chiesa, a confermare l'autenticità della
vocazione sacerdotale e religiosa. La comune
sensibilità spirituale verso Dio sia del
direttore spirituale sia dell'uomo che si
interroga sulla propria vocazione fa sì che
insieme scoprano l'irripetibile piano di
Dio.
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La
vocazione passionista
1.
San
Paolo della Croce radunò compagni perché
vivessero insieme per annunziare agli uomini il
Vangelo di Cristo.
Inizialmente
li chiamò « i poveri di Gesù » per indicare
che la loro vita doveva essere fondata sulla
povertà, tanto necessaria per osservare gli
altri consigli evangelici, per perseverare
nell'orazione e per annunziare assiduamente la
parola della Croce.
Dispose
che essi conducessero vita « conforme a quella
degli apostoli » e coltivassero un profondo
spirito di preghiera, di penitenza e di
solitudine per conseguire una più intima unione
con Dio ed essere testimoni del Suo amore.
Discernendo
acutamente i mali del suo tempo, proclamò con
insistenza che la Passione di Gesù, « la più
grande e stupenda opera del divino amore » ne è
il rimedio più efficace.
2.
La
Chiesa, avendo riconosciuto in San Paolo della
Croce l'azione dello Spirito Santo, approvò con
suprema autorità la nostra Congregazione e le
sue Regole, per la missione di annunziare il
Vangelo della Passione con la vita e con
l'apostolato.
Questa
missione conserva tutta la sua forza e validità
per ogni tempo.
Per
attuarla siamo radunati in comunità apostoliche
e lavoriamo perché venga il Regno di Dio.
Confidando
nell'aiuto di Dio vogliamo rimanere fedeli,
nonostante i limiti umani, allo spirito
evangelico e all'eredità del nostro Fondatore.
3.
Consapevoli
che la Passione di Cristo continua in questo
mondo fino a che Egli ritorni nella gloria,
condividiamo le gioie e le ansie dell'umanità in
cammino verso il Padre. Ci studiamo di prendere
parte alle tribolazioni degli uomini,
specialmente dei poveri e degli abbandonati, e di
confortarli sollevandoli dalle loro sofferenze.
Con
la potenza della Croce, sapienza di Dio, tendiamo
con ardore ad illuminare e rimuovere le cause dai
mali che affliggono gli uomini.
Per
questo la nostra missione è diretta alla
evangelizzazione mediante il ministero della
parola della Croce perché tutti possano
conoscere Cristo e la forza della Sua
risurrezione. Ogni uomo, partecipando alle
sofferenze di Cristo, può divenire Simile a Lui
nella morte per conseguire la sua stessa Gloria.
Tutti
ci dedichiamo a questo apostolato, ognuno secondo
le proprie attitudini, talenti e mansioni.
4.
Corrispondiamo
alle pressanti esigenze, poste a ognuno dalla
personale chiamata del Padre a seguire Cristo
Crocifisso, con l'impegno continuo a fare del
Vangelo di Cristo la regola suprema ed il
criterio della nostra vita; con la costante
volontà di vivere e lavorare in comunità
fraterne, osservando queste Costituzioni nello
spirito di San Paolo della Croce; con il fermo
proposito di far crescere in noi lo spirito di
preghiera e insegnando agli altri a pregare; e
infine, con la premurosa attenzione alle necessità
degli uomini nostri fratelli e con lo zelo di
condurli, attraverso il messaggio della Croce,
alla pienezza della vocazione cristiana.
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| Vocazione….
E'
la parola che dovresti amare di più,
perché
è il segno
di
quanto sei importante agli occhi di Dio.
E' l'indice di gradimento presso di Lui,
della
tua fragile vita.
Sì, perché se ti chiama vuol dire che ti ama.
Gli stai a cuore non c'è dubbio.
In una turba sterminata di gente,
risuona
un nome: il tuo.
Stupore generale !
A te non ci aveva pensato nessuno.
Lui sì !
Davanti ai microfoni della storia,
ti affida un compito su misura…per Lui !
Sì, per Lui, non per te.
Più che una "missione" sembra una
"scommessa".
Ha scritto "t'amo",
sulla
roccia non sulla sabbia,
come nelle vecchie canzoni.
E accanto ci ha messo il tuo nome.
Forse l'ha sognato di notte, nella tua notte.
Alleluia! Puoi dire a tutti:
non si è vergognato di me!
Don
Tonino Bello |
Puoi
pregare così
O
Spirito di Dio
Illuminami,
fammi capire la mia missione in questa vita!
Dammi il gusto della verità,
chiarisci a me stesso chi sono veramente.
Fammi capace di fedeltà,
dammi fortezza
per impegnare tutte le mie facoltà e risorse,
per impiegare tutti i miei talenti,
per spendere e, se necessario, consumare
tutta la vita nella missione ricevuta.
O Spirito Santo,
dammi coscienza lieta e grata
di essere da te protetto;
fammi sentire la gioia profonda
di essere da te amato
e di poter amare con generosità.
Orienta i miei desideri
e
la mia immaginazione
a seguire Cristo
e ad accogliere la santa
e
bella volontà del Padre.
Amen.
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TESTIMONIANZA
DI
UN GIOVANE IN RICERCA
Ma
il mio cuore quando sarà pronto?
Ciao,
padre,
preparami
un posto in convento. Arrivo questo fine
settimana per restarci. Il tempo di dirlo a
qualcuno…
…come
vorrei che fossero vere queste parole!
Sto
con un piede dentro e uno fuori: mannaggia a me!
È
tutta una questione di cuore: ma il mio quando
sarà pronto? Quando mi sentirò degno e capace
di essere solamente di Dio?
Arriverà
il momento in cui non vedi altra felicità che
donarti completamente al Signore? …il bello è
che io già lo credo!!!
…
ma è solo un pensiero: nasce da quello che ho
provato quando mi sono sentito sotto il Suo
sguardo, quando l’ho incrociato sul mio cammino
e il mio cuore ha assaggiato quel pizzico di
infinito: alzati… prendi il tuo lettuccio….
forza ci sono Io….. coraggio non mollare…ti
amo più di ogni cosa….non senti il mio amore?
Non guardi la mia Croce?.... Quel legno può
essere la tua salvezza….ci sono salito per
te…proprio per te, ….ma il tuo lettuccio lo
devi prendere tu, non posso sostituirmi a te…
Tu
non immagini io cosa provo nel cuore, mi sento
così in pace quando è pieno di Dio, quando mi
accorgo che faccio tutto per Lui è
un’esplosione di gioia. E’ capace di farmi
gustare briciole di Paradiso: il cuore non riesce
a contenere un amore così grande! Ma da dove
nasce? Ma comm fa?
Ma
tu non ti senti neanche un po’ responsabile di
tutto questo? Non hai la coscienza sporca? Ma vi
siete messi d’accordo?
...ma mò come volete che io impari ad Amare sul
serio!!! Ma tu ci credi che io ci riesca? …. Una
schifezza come me, con questo passato alle
spalle? … nutro qualche serio dubbio!
Va
bene, ti ho annoiato anche stasera….ci vuole
pazienza, mi devi sopportare!!!!
Un
grande abbraccio
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Dal
Noviziato
passionista
S.
Zenone
degli Ezzelini,
dove
la Pasqua
si respira.
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Essere
a s. Zenone (TV) in questi giorni è respirare
Pasqua, farla passare attraverso le proprie
narici e lasciarsi inebriare dal grido
dell’assurdo: “Cristo è davvero risorto”.
Un grido che coinvolge, che arriva allo stomaco e
commuove come l’amore innocente che spezza la
banalità del vivere.
La Congregazione
della Santissima Passione di Nostro Signore Gesù
Cristo si è arricchita di otto novizi, i quali,
a partire dal 7 settembre c.a., saranno aiutati a
conoscere meglio il significato della vocazione
passionista, a sperimentare lo stile di vita
della Congregazione, ad assimilarne lo spirito e
la dedizione apostolica (dalle Costituzioni
della Congregazione della passione di Gesù
Cristo, cap. V, n.89). Insieme al padre
maestro Max Anselmi e a tutta la comunità dei
religiosi attualmente residente presso il
convento “s. Gabriele”, gli otto giovani sono
chiamati a vivere un’esperienza di Dio,
imparando a conoscere il carisma e la spiritualità
della congregazione della passione.
Essi
sono: Marco Ermano, della provincia del Cuore
Immacolato di Maria, Salvatore Frascina, Piero
Berti e Marco Staffolani, della provincia della
Pietà, Anthony Maria Chidi Iyiegbu, della
provincia della Presentazione, Daniele Curci,
Vincenzo Serpe e Massimo Parisi, della provincia
dell’Addolorata.
Un
rito particolare, presieduto da padre Danilo
Mazzoni, primo consultore della provincia del
Cuore Immacolato di Maria, ha dato inizio
all’anno di noviziato: dopo un’invocazione
allo Spirito Santo, c’è stata la presentazione
dei novizi, i quali hanno nuovamente espresso la
volontà di intraprendere questo cammino di
sequela e di santità davanti alla comunità, che
li accompagnerà per tutto l’anno di noviziato
e dei fedeli convenuti. C’è stata poi la
consegna delle regole e delle costituzioni ed
infine la dichiarazione firmata dell’Atto di
inizio del noviziato.
Prima
della benedizione finale, padre Danilo ha
ringraziato Dio per la sua misericordia e il suo
amore di Padre verso la congregazione e per
l’offerta di tutti coloro che, continuando a
fare memoria della passione di Cristo,
permettono, ancora oggi, che si generino nuovi
compagni che vivano insieme per annunziare agli
uomini il Vangelo di Cristo, secondo l’eredità
del fondatore, san Paolo della Croce.
Massimo Parisi
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