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Collaboratori
del
Santuario
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Il
santuario si avvale della preziosa collaborazione di un
gruppo di laici che settimanalmente offrono la loro
opera per l'accoglienza dei pellegrini. Ad
essi la più sentita gratitudine da parte della
Comunità Passionista.
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L'organista
del santuario
Mi
chiamo Giovanni Rea e risiedo a Ceprano provincia
di Frosinone. Sono al
servizio del santuario dal 1986.
Avevo sentito parlare fin dalla mia infanzia
della Madonna della Civita ma non avevo mai avuto l’occasione
per andarci, anche perche’ non era nel mio
stile
fare pellegrinaggi ed andare la domenica a
messa. Il lunedì dell’Angelo di quell’anno
io e mia moglie, in quel periodo incinta,
decidemmo di fare una passeggiata e ci
recammo su quel santuario
da molti frequentato.
Rimasi
molto attratto dal paesaggio, fu l’unica
emozione che ebbi fino al
ritorno a casa.
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Qualche
mese dopo, il primo maggio, venne alla luce
la nostra prima figlia, Eleonora.
il giorno che doveva essere il più bello,
per me fù bruttissimo. I medici mi informarono
subito , che la bambina probabilmente era
affetta da sindrome di down, la diagnosi però
doveva essere confermata da un esame genetico.
Non informai da subito mia moglie, non ne ebbi il
coraggio, la vedevo felice e così restai da
solo per un breve periodo a “soffrire”. Una
domenica mattina, e precisamente
il quattro maggio, uscii di casa presi la
macchina e andai verso
l’ospedale per
raggiungere mia moglie ed Eleonora. Dopo qualche chilometro,
pensai che era inutile andare, perchè a quell’ora
non mi avrebbero
fatto entrare. Feci inversione di marcia e
cominciai a viaggiare
nella direzione opposta, camminai per circa
un’ora senza rendermi
conto nemmeno della strada
percorsa. Arrivai su quel santuario
visitato un mese prima. Parcheggiai la macchina e
salii in chiesa. Cercai
un sacerdote, non per
confessarmi, ma per poter parlare a
qualcuno di ciò che era accaduto.
Non fu molto semplice, c’era tantissima
gente , dovetti così aspettare il mio turno.
Quando finalmente riuscii a parlare con il
sacerdote, gli confidai tutto.. Tornai a casa un
po’
più tranquillo sapendo che non ero più
solo a sapere
del nostro problema. Cominciai da subito a
sperare nell’aiuto di quella
madonna. Passarono alcuni giorni, venne il
momento che anche mia moglie, Elisabetta, avrebbe
dovuto sapere che Eleonora era una bambina down,
e così con l’aiuto del nostro medico di
famiglia riuscii a dirglielo. Non ebbe
naturalmente, una felice reazione in quel
momento, ma dopo qualche giorno dimostrò la sua
capacità nell’accettare totalmente la
situazione in modo responsabile, come solo una
mamma
può
fare. Dopo qualche settimana tornai sulla
Civita, questa volta però andai
per
partecipare a messa, ne sentivo il
bisogno. mi trovai sul santuario
per la messa delle ore dieci. Celebrò un
giovane sacerdote, p. Giuseppe Polselli, che
successivamente conobbi molto bene. La sua omelia
fu molto accessibile, ma significativa, sembrava
che egli avesse già parlato altre volte con me,
sapendo anche che quel giorno ero andato per
chiedere aiuto alla madonna. Da quel giorno ogni
domenica io dovevo andare, niente
era più importante che riuscisse a non
farmi andare sul santuario della Civita. Dovevo
ascoltare le parole di quel sacerdote,
erano come medicina per un malato, ma dovevo
soprattutto guardare quella mamma con le braccia
allargate, come se mi dicesse: non preoccuparti
ci sono io. Tutto ciò era per me motivo di
continua preghiera e speranza affinchè la
madonna della Civita aiutasse Eleonora a stare
bene e a farci riacquistare
serenità. Dopo alcune settimane
p.Giuseppe cominciò a notarmi, gli chiesi se
potevo parlargli e confidai anche a lui il mio
problema. Dopo
avermi ascoltato, mi parlò in modo molto
confortante, fino al punto, che la
speranza di ritrovare serenità e di
vedere Eleonora crescere bene diventò una
certezza.
Questo
fu per me ancora un motivo in più per continuare
a frequentare il santuario, luogo dove avevo
incontrato la madonna ed un amico che mi aiutava
a vedere la realtà con più ottimismo. Un bel
giorno p. Giuseppe mi propose di diventare
collaboratore del santuario. La considerai
immediatamente una proposta molto gratificante,
non chiesi nemmeno di cosa
dovevo occuparmi. Cominciai cosi la mia collaborazione
alla Civita dedicandomi alle attività da
svolgere in chiesa durante la liturgia:
proclamazione della parola di Dio, raccolta delle
offerte e mantenere ordine durante le
celebrazioni eucaristiche, in particolare
nei momenti in cui la presenza dei
pellegrini era più numerosa.
La mia collaborazione e’ stata sempre limitata
alle ore della
mattina fino a mezzogiorno, ma assidua. dopo
alcuni anni di collaborazione
ripresi a coltivare
un interesse per lo studio della
musica,
che avevo ormai sospeso da molti anni.
inizialmente non pensai affatto di imparare a
suonare per animare la liturgia, volevo solo
suonare per me, a casa, nei momenti opportuni.
invece p. Giuseppe vide un po’ più lontano. Al
santuario c’era bisogno di qualcuno che
suonasse l’organo, così puntò molto
coraggiosamente
su di me. un giorno mi fornì del
materiale in cui vi era una raccolta di canti
sacri. Mi disse: comincia a vedere questi
spartiti. incominciai subito ad impegnarmi, ma da
solo era difficile, e così mi misi alla ricerca
di un insegnante che conoscesse anche la musica
sacra. Conobbi subito Luigi Mastracci,
un giovane musicista ancora allievo presso
il conservatorio di Frosinone, che
successivamente si diplomò brillantemente in
pianoforte e poi in composizione e direzione di
orchestra. Luigi per me e’ stato paziente e
molto prezioso, aveva
una vasta conoscenza della musica, ed in
particolare
una significativa esperienza
nell’animare la liturgia. Ci siamo messi subito
al lavoro, e con la sua professionalità, la mia
costanza e buona volontà , ma soprattutto con
l’aiuto di Maria Santissima, ho raggiunto un
sufficiente grado di preparazione tale da
poter svolgere con molto piacere e devozione un
servizio prezioso, che ancora oggi dopo
ventidue anni, mi impegna al santuario della
Civita.
(Giovanni Rea)
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Nazareno
Ciccarelli
Il
13 maggio u.s.
il
carissimo Nazareno
è tornato alla Casa del
Padre.
Per
lui la nostra preghiera di suffragio
e
un grazie vivissimo
per quanto ha
fatto per il Santuario.
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Nazareno,
solerte collaboratore, fu educato fin da piccolo
alla vita religiosa passionista, ma dovette
purtroppo per motivi familiari lasciare il
collegio, restando
tuttavia legato spiritualmente ai
Passionisti. Ministro
dell'eucaristia in santuario con fede profonda ha
servito all'altare e
distribuito ai fedeli il Pane della Vita. Non lo
si vede più fisicamente composto e
ben ordinato, ma spiritualmente non farà
mancare la sua presenza. Alla
signora Maria, sua sposa, anche lei
collaboratrice, e ai familiari tutti, il
nostro cordoglio nella certezza di poter
incontrare questo nostro fratello un giorno in
Dio. |
Maria da Sperlonga |
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Angela e Giovanni Pezone
di Formia |
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Nadia
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Teodoro
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Peppino
con la moglie Gina |
Testimonianza
I due più
vecchi collaboratori
L’inizio
della nostra
collaborazione al
santuario ha
origine nel
1985. Era una domenica di fine settembre 85
quando alla Civita dopo la celebrazione sul
sagrato incontrammo il direttore didattico
Augusto Tomei. Alla richiesta di cosa facesse mi
rispose che era venuto per aiutare a scrivere le
messe nella sala offerte. Tornando a casa in
macchina Gina mi disse: Tu dormi sulla poltrona
tutti i pomeriggi perchè non vai anche tu ad
aiutare? Dopo qualche domenica , tornammo e
chiesi al rettore del santuario se avesse bisogno
del mio aiuto. |
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P.Giuseppe,
entusiasta, accettò la mia offerta e la domenica
successiva un
certo Duilio mi accompagnò alla sala offerte
dove rimasi fino a sera con l’intervallo del
pranzo. Quando venne a mancare la donna della
cucina cominciò la collaborazione di Gina e
subito il nostro impegno divenne a tempo pieno.
L’approvazione dei figli, allora ancora
studenti universitari, confermò la nostra
scelta. Al santuario tra i collaboratori si creò
subito un clima sereno e familiare,
partecipando alle gioie e preoccupazioni
di ognuno. Col tempo alcuni collaboratori della
“prima ora” si sono ritirati per motivi vari,
ma i due più vecchi, Peppino e Gina , sono
attivi ancora nella collaborazione, sotto la
protezione della Madonna della Civita.
(Peppino De Meo )
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TESTIMONIANZA di
ARMANDO
STRAVATO
Mi chiamo Armando Stravato,
sono di Fondi. Fin dagli anni ottanta insieme a
due amici Paolo De Simone e Flavio Bortone, anche
loro di Fondi,
ogni anno nel mese di maggio ci recavamo
presso il Santuario della Madonna della Rocca in
Fondi per un periodo di riposo, ci restavamo in
media otto- dieci giorni. L’ anno 1985
dovevamo, come di
consueto, ritornare sul Santuario per il
nostro abituale periodo di riposo ma il Rettore
ci riferì che per tutta l’ estate c’ erano
lavori in corso e ci propose di andare sul
Santuario della Madonna della Civita
promettendoci il suo pieno appoggio se noi
accettavamo. Subito
ci organizzammo e verso la metà del mese di
maggio, insieme ad un altro amico Gino Catena di
Lenola ci
presentammo sul Santuario nelle prime ore
pomeridiane con una macchina piena di tutto l’
occorrente, comprese cibarie di vario genere. Trovammo un giovane e
piccolo sacerdote che accettando la lettera di
raccomandazione ci squadrò da capo a piedi senza
dirci nulla e facendoci accomodare nel Santuario
dalla porta di servizio. |
Armando |
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Elena da Fondi
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Mai
immaginavamo cosa ci riservava il futuro!
In serata spiegammo al Rettore, che nel frattempo
avevamo conosciuto meglio come padre Giuseppe,
che noi alla mattina ci saremmo alzati molto
presto per farci una passeggiata per le montagne
circostanti. Lui ci chiese se poteva venire con
noi a patto che alle ore otto dovevamo essere di
rientro perché doveva aprire il Santuario.
Accettammo di buon grado e la mattina dopo verso
le ore 5,30 tutti e cinque partimmo. Padre
Giuseppe incominciò subito a farci recitare le
preghiere mattutine e poi parlammo del più e del
meno, senza accorgerci che ci stava sondando per
vedere con chi aveva a che fare. Il suo giudizio
risultò positivo perché appena rientrato in
Santuario, dopo la celebrazione della Messa,
andammo a fare colazione e lui ci diede un mazzo
di chiavi spiegandoci la
loro utilità. Noi restammo sorpresi e gli
dicemmo subito che era troppo presto per potersi
fidare così pienamente di sconosciuti quali
eravamo noi. Lui ci rispose, molto convinto, che
aveva capito subito con chi aveva a che fare.Venimmo
così a sapere che da poco tempo era stato
inviato sul Santuario per un periodo di prova e
che viveva solo con il custode Teodoro Frasca,
per il mangiare si arrangiavano come meglio
potevano ed il più delle volte si preparavano
qualche cosa loro stessi. |
Noi
chiarimmo subito che per tutto il periodo che
stavamo lì non dovevano preoccuparsi perché
alla cucina pensavamo noi e dovevamo mangiare
sempre tutti insieme secondo l’ orario che lui
ci avrebbe dato. Egli ci ringraziò ed accettò
subito la nostra proposta.
Per noi iniziò subito una
nuova vita, quando andavamo sul Santuario della
Madonna della Rocca eravamo abbandonati a noi
stessi, qui, pur essendo pienamente in libertà,
avevamo una guida spirituale che riempiva i
nostri ozi con reciproche confidenze. Il
Santuario, per mancanza di sacerdoti, era chiuso
da parecchi anni, veniva solo
la Domenica
qualche sacerdote, sempre Passionista, a
celebrare messa ed in occasione delle ricorrenze
proprie della Madonna della Civita. Tutto era in
stato di semi-abbandono, da molti mesi giacevano
mucchi di posta pieni di polvere e lui con molta
umiltà ci chiese se potevamo dargli una mano
almeno a sistemare la posta. Naturalmente
accettammo subito e ci mettemmo tutti e quattro
al lavoro, catalogando tutta la posta giacente,
registrandola sulle schede esistenti o creandone
delle nuove in caso di necessità.
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Umberto De Luca |
Con nostra grande
meraviglia venimmo a conoscenza che il Santuario
aveva corrispondenza in tutto il Mondo e tutti
erano devotissimi alla
Madonna della Civita. Trascorremmo la nostra
vacanza lavorando continuamente e quel che più
ci meravigliava è che eravamo contentissimi di
farlo. Nonostante tutta la nostra buona volontà
non riuscimmo a smaltirla tutta, ci proponemmo,
io e Paolo, di venire tutti i sabati e le
domeniche per continuare il lavoro fino a
completarlo e di continuare ad aggiornare quella
che arrivava in seguito. Gli altri due invece
promisero di venire anche loro quando potevano e
così fu. Incominciò per noi una nuova vita,
aspettavamo con ansia che arrivasse il sabato per
correre sul Santuario e trascorrere due giorni di
volontariato molto intensi. Intanto la notizia
correva veloce e molto rapidamente i Pellegrini
vennero a conoscenza che sul Santuario della
Madonna della Civita c’ erano tutti i giorni i
sacerdoti Passionisti, fondati da San Paolo della
Croce ed incominciarono a venire sempre più
numerosi.Ben presto altri sacerdoti vennero ad
aiutare il Rettore e qualcuno dei pellegrini,
vedendo il nostro comportamento particolarmente
nell’ accoglienza, infatti cercavamo di
metterli subito a proprio agio chiedendo con
molta umiltà di cosa avessero bisogno ed
indirizzandoli secondo le loro richieste, ascoltando
i loro problemi e cercando di dar loro una parola
di conforto e di speranza, vollero conoscere come
avevamo fatto e quale era effettivamente il
nostro compito sul Santuario. |
Alle nostre spiegazioni i più restavano
contemporaneamente increduli ed affascinati di
questo tipo di volontariato ed incominciarono a
chiedere se potevano far parte anche loro di
questa incredibile realtà. Il Rettore ascoltava tutti
ed incominciò a farli partecipare alle riunioni
della “Parola di Vita” che si svolgeva in
Chiesa ogni quindici giorni e qualche volta anche
di meno. Si formò così un gruppo di volontari
molto affiatati tanto da decidere di provvedere
noi alla cucina organizzandoci in gruppi secondo
le disponibilità di ognuno e ciò con grande
piacere dei sacerdoti che finalmente potevano
mangiare dei pasti cucinati giornalmente dalle
nostre consorti. Anche il cognato di Paolo De
Simone, Umberto De Luca, dopo circa due
anni si trovò, unitamente alla moglie
a venire sul Santuario per partecipare a
Messa. Restarono così contenti che chiesero
subito di entrare a far parte del gruppo, così
avvenne qualche altro anno dopo con Fausto Mogullo
e consorte. Potemmo così formare dei
gruppi di volontari dello stesso paese in modo da
essere più disponibili e meno dispendiosi per
noi stessi, alternandoci ai vari servizi. Descrivere l’ avvicendarsi degli
avvenimenti che velocemente coinvolsero noi e
tutto il Santuario in poco tempo sarebbe troppo
lungo. Sono fermamente convinto che
tutto sia stato un disegno Divino per
intercessione della Madonna della Civita. Personalmente se non avessi avuto la fortuna di
venire sul Santuario, la mia vita avrebbe preso
una strada molto diversa e certamente non
costruttiva moralmente e psicologicamente.
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| La
vita spesso ci sbarra la strada con ostacoli
insormontabili che difficilmente riusciamo a
superarli se non abbiamo dentro di noi la forza
della fede. In questi anni di
collaborazione abbiamo avuto la possibilità di
conoscere personaggi di grande cultura e di
enorme spessore umanitario. Missionari che hanno
dedicato con gioia tutta la loro vita a servizio
degli altri affrontando sacrifici inumani e
privandosi di tutto. Tutte le avversità che
affrontiamo nella vita sono un dono di Dio,
vivendole riusciamo a trovare la giusta strada da
seguire ed avere fede in noi stessi e negli
altri. Per tutto questo sento il
dovere di ringraziare dal più profondo del mio
cuore
la Madonna
della Civita per avermi dato la possibilità
di rafforzare la mia fede dandomi
sicurezza e tranquillità interiore tanto da
poter affrontare la vita con la certezza che nulla avviene se non per
volere di Dio. |
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Silvana e
Fausto Mogullo |
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