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Benvenuti  nel sito del Santuario  della  Madonna della Civita.  

E' questo un modo veloce  per conoscere  e seguire  la vita del Santuario,  

uno  dei  più  antichi  d'Italia.
E' situato sulla  sommità del Monte  Civit
(a 673 s.l.m.); 

gli  fanno  corona e sfondo  i  monti Aurunci  ed  Ausoni;  

vi si  gode  un panorama  stupendo:  dal  Circeo   all'isola  d'Ischia.  

                                                                                   Il Rettore del Santuario
                                                            Padre Emiddio Petringa, passionista

 

Nonostante i lavori in corso il Santuario è SEMPRE APERTO.  Soltanto dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 17  si accede al Santuario lasciando l'auto nel piazzale grande e passando per le scale. 

Orario  Ss. Messe

ESTIVO:  

Feriale: 9-11-17.30-19;  

Festivo: 8-9-10-11-12-17-18-19 

INVERNALE  

Feriale:  11-17;  

 Festivo:  9-10-11-12-16,30-17,30

La Messa delle ore 11 è trasmessa attraverso Radio Civita 

 Solo nei periodi di   luglio - agosto -  settembre  

 

Ultimi pelleginaggi e visite al Santuario

 

 

 

La rivista del Santuario

 

Il Santuario resta aperto ogni giorno dall'alba al tramonto
(eccetto dalle ore 13.00 alle ore 15.00)

 

La Comunità del santuario

 

      Celebrazioni e Anniversari

Pellegrini al santuario

 

                 I novizi passionisti

Per vivere la liturgia  domenicale (12 ottobre)

 

È istruttivo osservare quali sono i motivi per cui gli invitati della parabola rifiutano di venire al banchetto. Matteo dice che essi "non si curarono" dell'invito e "andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari".   Cos'hanno in comune questi diversi personaggi? Tutti  hanno qualcosa di urgente da fare, qualcosa che non può aspettare, che reclama subito la loro presenza. E cosa rappresenta invece il banchetto nuziale? Esso indica i beni messianici, la partecipazione alla salvezza recata da Cristo, quindi la possibilità di vivere in eterno. Il banchetto rappresenta dunque la cosa importante nella vita, anzi l'unica cosa importante. È chiaro allora in che consiste l'errore commesso dagli invitati; consiste nel tralasciare l'importante per l'urgente, l'essenziale per il contingente! Ora questo è un rischio così diffuso e così insidioso, non solo sul piano religioso, ma anche su quello puramente umano, che vale la pena riflettervi sopra un poco. 

  Anzitutto, appunto, sul piano religioso. Tralasciare l'importante per l'urgente, sul piano spirituale, significa rimandare continuamente il compimento dei doveri religiosi, perché ogni volta si presenta qualcosa di urgente da fare. È Domenica ed è ora di andare alla Messa, ma c'è da fare quella visita, quel lavoretto in giardino, il pranzo da preparare. La Messa può aspettare, il pranzo no; allora si rimanda la Messa e ci si mette intorno ai fornelli.

 Il pericolo di tralasciare l'importante per l'urgente è presente anche nell'ambito umano, nella vita di tutti i giorni, e vorrei accennare anche a questo. Per un uomo è certamente importantissimo dedicare del tempo alla famiglia, a stare con i figli, dialogare con essi se sono grandi, giocarci se sono piccoli. Ma ecco che all'ultimo momento si presentano sempre cose urgenti da sbrigare in ufficio, straordinari da fare sul lavoro, e si rimanda a un'altra volta, finendo per tornare a casa troppo tardi e troppo stanchi per pensare ad altro.

  Per un uomo o una donna è cosa importantissima andare ogni tanto a far visita all'anziano genitore che vive solo in casa o in qualche ospizio. Per chiunque è cosa importantissima far visita a un conoscente malato per mostragli il proprio sostegno e rendergli forse qualche servizio pratico. Ma non è urgente, se rimandi, apparentemente non casca il mondo, forse nessuno se ne accorge. E così si rinvia.

  La stessa cosa si realizza anche nella cura della propria salute che è anch'essa tra le cose importanti. Il medico avverte che ci si deve riguardare, prendere un periodo di riposo, evitare quel tipo di stress... Si risponde: sì, sì, lo farò senz'altro, appena avrò portato termine quel lavoro, quando avrò sistemato la casa... Finché ci si accorge che è troppo tardi. 

Ecco dove sta l'insidia: si passa la vita a rincorrere le mille piccole faccende da sbrigare e non si trova mai tempo per le cose che incidono davvero sui rapporti umani e possono fare la vera gioia (e, trascurate, la vera tristezza) nella vita. Così vediamo come il Vangelo, indirettamente, è anche scuola di vita; ci insegna a stabilire delle priorità, a tendere all'essenziale. In una parola, a non perdere l'importante per l'urgente, come successe agli invitati della nostra parabola.

 

  
                                                                       

                            

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