Per
vivere la liturgia domenicale (12 ottobre)
È
istruttivo osservare quali sono i motivi per cui
gli invitati della parabola rifiutano di venire
al banchetto. Matteo dice che essi "non si
curarono" dell'invito e "andarono chi
al proprio campo, chi ai propri affari".
Cos'hanno in comune questi diversi
personaggi? Tutti hanno qualcosa di urgente
da fare, qualcosa che non può aspettare, che
reclama subito la loro presenza. E cosa
rappresenta invece il banchetto nuziale? Esso
indica i beni messianici, la partecipazione alla
salvezza recata da Cristo, quindi la possibilità
di vivere in eterno. Il banchetto rappresenta
dunque la cosa importante nella vita, anzi
l'unica cosa importante. È chiaro allora in che
consiste l'errore commesso dagli invitati;
consiste nel tralasciare l'importante per
l'urgente, l'essenziale per il
contingente! Ora questo è un rischio così
diffuso e così insidioso, non solo sul piano
religioso, ma anche su quello puramente umano,
che vale la pena riflettervi sopra un poco.
Anzitutto,
appunto, sul piano religioso. Tralasciare
l'importante per l'urgente, sul piano spirituale,
significa rimandare continuamente il compimento
dei doveri religiosi, perché ogni volta si
presenta qualcosa di urgente da fare. È Domenica
ed è ora di andare alla Messa, ma c'è da fare
quella visita, quel lavoretto in giardino, il
pranzo da preparare. La Messa può aspettare, il
pranzo no; allora si rimanda la Messa e ci si
mette intorno ai fornelli.
Il
pericolo di tralasciare l'importante per
l'urgente è presente anche nell'ambito umano,
nella vita di tutti i giorni, e vorrei accennare
anche a questo. Per un uomo è certamente
importantissimo dedicare del tempo alla famiglia,
a stare con i figli, dialogare con essi se sono
grandi, giocarci se sono piccoli. Ma ecco che
all'ultimo momento si presentano sempre cose
urgenti da sbrigare in ufficio, straordinari da
fare sul lavoro, e si rimanda a un'altra volta,
finendo per tornare a casa troppo tardi e troppo
stanchi per pensare ad altro.
Per
un uomo o una donna è cosa importantissima
andare ogni tanto a far visita all'anziano
genitore che vive solo in casa o in qualche
ospizio. Per chiunque è cosa importantissima far
visita a un conoscente malato per mostragli il
proprio sostegno e rendergli forse qualche
servizio pratico. Ma non è urgente, se rimandi,
apparentemente non casca il mondo, forse nessuno
se ne accorge. E così si rinvia.
La
stessa cosa si realizza anche nella cura della
propria salute che è anch'essa tra le cose
importanti. Il medico avverte che ci si deve
riguardare, prendere un periodo di riposo,
evitare quel tipo di stress... Si
risponde: sì, sì, lo farò senz'altro, appena
avrò portato termine quel lavoro, quando avrò
sistemato la casa... Finché ci si accorge che è
troppo tardi.
Ecco
dove sta l'insidia: si passa la vita a rincorrere
le mille piccole faccende da sbrigare e non si
trova mai tempo per le cose che incidono davvero
sui rapporti umani e possono fare la vera gioia
(e, trascurate, la vera tristezza) nella vita.
Così vediamo come il Vangelo, indirettamente, è
anche scuola di vita; ci insegna a stabilire
delle priorità, a tendere all'essenziale. In una
parola, a non perdere l'importante per l'urgente,
come successe agli invitati della nostra
parabola.